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Ecodesign: quali sono i vantaggi?

Ecodesign: quali sono i vantaggi?

La sostenibilità degli oggetti dipende dalla loro progettazione: ecco l’ecodesign, circolare, rinnovabile e sicuro.

Più aumenta la popolazione mondiale, ormai vicina agli 8 miliardi, meno è sostenibile l’attuale paradigma economico “lineare” che insegna a comprare, utilizzare e gettare via qualunque oggetto. Ecco perché si insiste sempre più sulla necessità di un’economia circolare, che favorisce il riutilizzo e il riciclo piuttosto che il rifiuto. Per avviarla, però, è necessario non solo sensibilizzare le persone ma anche progettare oggetti più facilmente riutilizzabili e riciclabili. Da qui nasce l’ecodesign, una prospettiva produttiva che consiste nell’integrare criteri di tutela ambientale in ogni fase: dall’ideazione allo sviluppo, dal trasporto al riciclo.

Cos’è l’ecodesign?

Le materie prime e le risorse naturali sono limitate e, se continuiamo a consumarle ai ritmi di oggi, si esauriranno prima di quanto ci aspettiamo. Il loro consumo è infatti raddoppiato negli ultimi 30 anni, spingendo le Nazioni Unite stesse a sostenere un nuovo modello di produzione che faccia un uso ottimale delle risorse e dell’energia, che sviluppi infrastrutture sostenibili, migliori l’accesso ai servizi di base e crei opportunità di lavoro a diversi livelli. I benefici ambientali della produzione sostenibile influiscono infatti sia sull’industria che sulla società e possono migliorare la qualità della vita di milioni di persone, mitigando la povertà, aumentando la competitività e riducendo i costi economici, ambientali e sociali delle attività umane.

Come? Con l’ecodesign, una nuova filosofia e strategia produttiva che considera la sostenibilità del prodotto dall’inizio alla fine del processo. Nell’ecodesign, in altre parole, l’estrazione dei materiali, la loro lavorazione, la produzione degli oggetti, la loro distribuzione e l’uso da parte del consumatore sono regolati da criteri e standard ecologici. Come tale, si tratta del perno dell’economia circolare, il cui scopo è dare ai prodotti una vita infinita all’interno di un circuito chiuso e senza sprechi. Progettare in modo sostenibile significa infatti che i beni raggiungono la fine della loro vita in condizioni idonee per essere destinati a nuovi usi, a differenza dell’economia lineare.

Sono quindi tre, essenzialmente, le peculiarità del design sostenibile:

  • la ciclicità, che permette di riutilizzare, riciclare o compostare i prodotti
  • la sicurezza dei prodotti, che non rilasciano alcun composto nocivo per l’ambiente o per gli esseri umani
  • l’utilizzo esclusivo di energia e materiali rinnovabili

I vantaggi del design sostenibile

Le caratteristiche dell’ecodesign ne evidenziano immediatamente anche i vantaggi ambientali, sociali ed economici connessi:

  • stimolazione della creatività e dell’innovazione, che possono dare infinite interpretazioni a partire dagli standard ecologici da rispettare
  • scelta di materie prime naturali e sostenibili, che non impoveriscono l’ambiente e che non mettono in pericolo la salute delle persone
  • produzione efficiente, che ottiene di più a partire dall’impiego di meno risorse e meno energia
  • creazione di prodotti di alta qualità, più versatili, robusti e duraturi
  • semplicità di riutilizzo e riciclo, grazie all’impiego di materiali riciclabili e delle tecniche del design for disassembly
  • produzione decarbonizzata, che genera meno emissioni di gas serra in tutte le fasi, dall’estrazione della materia prima alla lavorazione al trasporto
  • favoreggiamento delle industrie sostenibili, che si differenziano dai competitors
  • soddisfazione dei consumatori, che chiedono in modo sempre più deciso una svolta green ai marchi

Oggi ci sono però ancora diversi ostacoli alla diffusione dell’ecodesign, di diversa natura. Innanzitutto, i costi di produzione sono maggiori e larga parte dei consumatori non è ancora disposta a sostenerli. Ciò accade anche a causa della difficoltà a dimostrare chiaramente i benefici dei prodotti da una parte e la loro reale sostenibilità dall’altra. Al momento, tra l’altro, sono più diffusi prodotti di design sostenibile di alta qualità e di nicchia che non prodotti di ecodesign tradizionali e popolari. Sperimentare con nuovi approcci e materiali è inoltre rischioso, così come non è scontata la capacità di trovare nuovi metodi di guadagno se aumenta la durata della vita dei prodotti (e dunque diminuisce la necessità delle persone di acquistarne di nuovi). E ancora è complesso accertarsi che i principi dell’ecodesign vengano integrati in tutte le fasi e lungo tutta la supply chain.

Normativa e certificazione

Perché le imprese non possano fregiarsi di produrre secondo i principi dell’ecodesign soltanto per ragioni di marketing, esistono normative specifiche che lo disciplinano e certificazioni che tutelano i consumatori. Secondo la norma ISO/TR 14062 l’ecodesign è un’«attività che incorpora aspetti ambientali nel design del prodotto», di cui si giudica l’impronta ambientale, come insegna la norma ISO 14040, con focus su tutto il ciclo di vita, secondo la ISO 14044.

Come si è detto, l’ecodesign riguarda la progettazionett e costruzione di qualunque tipologia di oggetto, con normative specifiche a seconda dell’ambito. Esistono però standard che ambiscono a dare linee guida universali, come Cradle to Cradle (C2C), che è anche un approccio stesso di ecodesign. Si tratta infatti di una tipologia di progettazione e produzione di oggetti tali che al fine vita possano essere veramente upcycled o recycled, imitando il ciclo della natura, che restituisce alla terra tutto ciò che preleva. Dalla culla alla culla, insomma, con minimi dispendi energetici, materiali biodegradabili e sicuri, ma anche sostenibilità sociale.

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