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Le case del futuro: modulari e prefabbricate

Le case del futuro: modulari e prefabbricate

La prefabbricazione modulare darà vita alle case sostenibili, ibride e smart del futuro.

Abbiamo speso tante parole sulla necessità di ridurre l’impatto ambientale di un settore – l’edilizia – che consuma il 40% dell’energia mondiale e produce il 36% delle emissioni annuali di gas serra. Ma soprattutto della necessità di farlo in tempo per raggiungere gli obiettivi climatici al 2030 e al 2050. Perché ciò accada, sarà necessario lavorare sia sull’efficientamento degli edifici già costruiti – l’85% degli edifici esistenti oggi sarà ancora in uso nel 2050 – che sulla progettazione sostenibile di nuovi stabili. La sostenibilità di un edificio parte infatti dal modo in cui viene concepito e posizionato, ancor prima di essere fisicamente realizzato. Come saranno allora le case del futuro? Modulari, prefabbricate e, naturalmente, smart.

Edilizia prefabbricata e modulare

La costruzione modulare va di pari passo con la prefabbricazione. Si tratta infatti di un processo in cui un edificio viene costruito fuori sede rispetto al sito di destinazione e in moduli, pronti da assemblare. La costruzione avviene perciò in condizioni impiantistiche controllate e i materiali e gli standard utilizzati sono gli stessi delle strutture innalzate in modo convenzionale, ma il tempo di realizzazione viene più che dimezzato. Le case del futuro nascono dunque come moduli prefabbricati. E, come accade con i lego, vengono assemblati poi sul sito di costruzione o integrati in un edificio già costruito in loco.

Si tratta di un metodo di costruzione che aumenta la sostenibilità di un edificio durante tutto il suo ciclo di vita, dalla costruzione all’eventuale demolizione. Il processo controllato in fabbrica crea infatti meno disturbi sul sito di costruzione e consente una fabbricazione più solida, rapida ed ecologica. Al contrario di quanto si continui a credere, inoltre, gli edifici modulari non sono costruiti in serie, banali e anonimi, anzi. Ecco i loro numerosi vantaggi.

I vantaggi

Gli edifici modulari possono innanzitutto essere smontati facilmente e i moduli ricollocati o ristrutturati per un nuovo uso. Una possibilità che riduce la domanda di materie prime del settore e la quantità di energia spesa per creare da zero un edificio che soddisfi nuove esigenze. Ma riduce anche la quantità di rifiuti prodotti, soprattutto se i moduli sono fabbricati, come predica l’ecodesign, con materiali riciclati e riciclabili. Infine, la prefabbricazione consente di creare ambienti domestici con una qualità dell’aria migliore. Ciò accade perché la struttura modulare arriva da un ambiente controllato, con materiali asciutti che non presentano il rischio di contenere o trasmettere elevati livelli di umidità nell’abitazione.

La costruzione di edifici modulari, inoltre, avviene contemporaneamente ai lavori di cantiere, consentendo di completare i progetti nella metà del tempo rispetto agli edifici tradizionali. Se il 60%-90% della costruzione nasce in un ambiente protetto, diminuisce anche drasticamente il rischio di ritardi dovuti al meteo. Il risultato è che gli edifici modulari possono essere occupati molto prima rispetto a quelli tradizionali e consentono perciò un più rapido ritorno sull’investimento.

I vantaggi delle case del futuro non finiscono qui e investono anche i costruttori stessi. La costruzione modulare, infatti, consente ai professionisti di lavorare in ambienti protetti e dunque di essere meno esposti a incidenti. Ma soprattutto può essere condotta molto facilmente tramite BIM (Building Information Modeling), uno strumento e un metodo di pianificazione condivisa e integrata di un edificio. Il BIM permette a tutte le maestranze in opera di lavorare in sinergia, di pianificare con attenzione ogni tassello e intervento e di tenerne traccia e soprattutto di prevedere l’evoluzione del ciclo di vita dell’edificio per massimizzarne la sostenibilità.

Le case del futuro sono ibride

Se c’è una cosa che abbiamo capito di casa nostra durante i lockdown è che la vorremmo più flessibile, per adattarsi alle esigenze più o meno momentanee di tutti i suoi abitanti. L’ibridazione degli spazi, dopotutto, è una tendenza che da qualche anno sta investendo gran parte dell’edilizia, non solo residenziale. Oggi le persone nei luoghi di svago e di lavoro cercano sempre più spazi ibridi, che possano offrire più di un servizio, di una funzione o di una comodità e che possano adattarsi facilmente alle loro esigenze. Ciò vale a maggior ragione per la casa, che dovrebbe essere costruita su misura per chi la abita.

La costruzione modulare consente di realizzare spazi più flessibili di quelli tradizionali, che possono cambiare semplicemente con l’inversione di due moduli. Ma ci sono altre accortezze da tenere per compiere cambiamenti più rapidi, come l’utilizzo di pareti divisorie mobili o di mobili a scomparsa e/o multifunzione. Ecco allora che nelle case del futuro il salotto potrà trasformarsi in un ufficio, la camera in una palestra, la cucina in uno spazio per feste. Un ambiente smart a tutti gli effetti, anche a prescindere da AR/VR e Internet of Things.

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