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Non demolire: scegli la riqualificazione edilizia

Demolire un edificio è una delle azioni meno sostenibili che si possano intraprendere: ecco perché la riqualificazione edilizia è preferibile.

La grande domanda del decennio nell’ambito della transizione energetica dell’edilizia è: come adeguare ai nuovi standard energetici i milioni di edifici energivori che costituiscono la maggior parte del parco edilizio europeo? I bonus e gli incentivi erogati dai governi vanno proprio in questa direzione, per stimolare la riqualificazione edilizia come alternativa alla demolizione.

L’impatto delle demolizioni

Di fronte a edifici energivori e inquinanti, verrebbe da pensare che sia meglio demolire e ricostruire piuttosto che ristrutturare per migliorarne le prestazioni energetiche. Oppure demolire e basta, per “liberare” dalla cementificazione il suolo e la sua capacità di sequestro dell’anidride carbonica. Eppure si tratterebbe di una scelta comunque dannosa per l’ambiente, perché le demolizioni e la conseguente necessità di smaltire i materiali risultanti sono tra i processi più inquinanti e meno sostenibili che si possano intraprendere.

La demolizione e lo smaltimento sono l’ultima spiaggia in termini di sostenibilità nella gerarchia dei rifiuti. Quest’ultima, valida per i prodotti di consumo, può essere applicata anche all’edilizia e si traduce nella preferenza da accordare alle riparazioni, alle ristrutturazioni e alle riqualificazioni piuttosto che alle demolizioni, per motivi economici ma soprattutto ambientali. Quando si distrugge un edificio, si producono infatti inquinamento atmosferico e acustico, nonché tonnellate di materiali da smaltire.

Nel caso in cui si dovesse anche ricostruire, si aggiungerebbero altre emissioni e consumi di materie prime non necessari nel caso di una riqualificazione. Anche se l’edificio di nuova costruzione fosse nZEB, infatti, il processo di costruzione dello stesso consumerà in ogni caso di più rispetto a una riqualificazione edilizia condotta in modo sostenibile. Precisamente il 46% in più, almeno secondo uno studio del Preservation Green Lab della National Trust for Historic Preservation.

La riqualificazione edilizia in Europa

La riqualificazione edilizia ​​è dunque un’azione essenziale per completare la transizione energetica ed ecologica. È stata a tal proposito individuata dal Green Deal europeo come un’iniziativa chiave per il raggiungimento degli obiettivi climatici di decarbonizzazione. Oltretutto, data l’alta intensità di manodopera del settore edile, in gran parte dominato dalle imprese locali, le ristrutturazioni edilizie possono anche svolgere un ruolo cruciale nella ripresa economica europea dopo la pandemia. Ecco perché dal 2020 l’UE ha lanciato la strategia “A Renovation Wave for Europe – Greening our buildings, creating jobs, improving lives”.

Il patrimonio edilizio europeo è unico ed eterogeneo nella sua espressione della diversità culturale e della storia del nostro continente. Ma è anche obsoleto e si rinnova lentamente, tanto che 220 milioni di unità immobiliari (l’85% del parco immobiliare UE) risalgono a prima del 2001. L’85-95% degli edifici esistenti, la stragrande maggioranza dei quali energivori, sarà ancora in piedi nel 2050. Perciò urge una strategia per la loro riqualificazione, che, nel caso della Renovation Wave, mira a raddoppiare i tassi annuali di rinnovamento energetico nei prossimi 10 anni, individuando 3 aree specifiche:

  • combattere la povertà energetica e gli edifici con le prestazioni peggiori
  • concentrarsi sugli edifici pubblici e le infrastrutture sociali
  • decarbonizzazione riscaldamento e raffrescamento

Oltre a ridurre le emissioni, questi lavori di ristrutturazione miglioreranno la qualità della vita delle persone che li vivono frequentano e creeranno posti di lavoro aggiuntivi in un settore edile finalmente ecologico. Per questo l’UE vuole supportare i lavori attraverso investimenti diretti, favorendo investimenti privati e favorendo la ricerca e l’innovazione. La Commissione sostiene inoltre altri progetti e programmi relativi alla riqualificazione edilizia, come:

  • BUILD UP, un portale per la condivisione di conoscenze su come rendere gli edifici più efficienti dal punto di vista energetico
  • BUILD UP Skills, che mira ad aumentare il numero di professionisti dell’edilizia qualificati in tutta Europa in grado di eseguire ristrutturazioni edilizie ad alta prestazione energetica e costruire nuovi nZEB
  • 4RinEU, che mira a fornire nuovi strumenti e strategie per incoraggiare la ristrutturazione su larga scala degli edifici esistenti e promuovere l’uso delle energie rinnovabili

Demolire in modo sostenibile

Nel caso in cui la riqualificazione edilizia non fosse praticabile e la demolizione fosse l’unica strada, sarà necessario condurla nel modo più sostenibile possibile. Ecco come:

  • alimentare i macchinari necessari con fonti rinnovabili o biofuel
  • utilizzare metodi e macchinari che producano meno inquinamento acustico possibile
  • migliorare la gestione delle polveri che si alzano nell’aria durante le demolizioni, provocando disturbi respiratori e uccidendo le piante
  • salvare dalla demolizione componenti riutilizzabili e reimmettere sul mercato anche i materiali demoliti in ottica circolare

Molte di queste soluzioni sono ormai alla portata delle società di costruzioni e demolizioni. Nella maggior parte dei casi, inoltre, semplificano loro la vita e permettono loro di risparmiare o addirittura di guadagnare, oltre a ridurre gli impatti ambientali e a proteggere la salute delle persone. Il riciclaggio dei materiali di scarto, ad esempio, può portare a ridurre al minimo l’acquisto o l’importazione di nuovi materiali. La riduzione del consumo di carburante può invece avere un impatto finanziario positivo sulle aziende che adottano tali modifiche.

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