Dal diritto ai dati alla fine del lock-in: ecco perché il regolamento europeo rivoluziona capitolati, contratti e gestione degli impianti connessi.
Il Data Act europeo segna un passaggio decisivo nella gestione dei dati generati da prodotti e servizi connessi: non più “proprietà” esclusiva del fornitore, ma asset accessibile e controllabile dall’utente.
Per il mondo del condominio, degli impianti tecnici e della gestione digitale degli edifici, questa non è solo teoria: si traduce in una trasformazione concreta con nuovi obblighi tecnici, contrattuali e operativi.
Il cuore del Data Act: i dati tornano all’utente
Il Regolamento (UE) 2023/2854 introduce un principio chiave: chi utilizza un prodotto connesso ha diritto ad accedere ai dati che genera e a condividerli con chi vuole.
In pratica, si stabiliscono tre pilastri fondamentali:
- Diritto d’accesso: L’utente (condominio, amministratore, impresa) ha diritto ai dati grezzi e ai metadati.
- Leggibilità: Il fornitore deve garantire l’accesso in formato strutturato e leggibile da macchina.
- Libertà di condivisione: La condivisione con terzi deve avvenire senza ostacoli, discriminazioni o ritardi.
Nota bene: Non è un semplice dettaglio giuridico, ma un vero e proprio cambio di paradigma nel rapporto di potere tra fornitore e cliente.
Stop al lock-in: il vero impatto sui fornitori
Il Data Act colpisce direttamente il cosiddetto lock-in tecnologico, ovvero quella condizione di dipendenza che lega indissolubilmente un cliente a un fornitore.
| Prima del Data Act | Con il Nuovo Regolamento |
| Dati chiusi in piattaforme proprietarie | Dati esportabili facilmente |
| Migrazione complessa o impossibile | Passaggio assistito a nuovo fornitore |
| Dipendenza totale dal fornitore | Clausole limitanti nulle per legge |
Cosa cambia nei capitolati (già da oggi)
Chi oggi redige capitolati per impianti, piattaforme digitali o servizi smart building deve già adeguarsi. Le nuove clausole devono obbligatoriamente prevedere:
1. Formati aperti e standardizzati
È necessario richiedere l’utilizzo di formati come CSV, JSON o XML, accompagnati da timestamp ISO-8601 e una documentazione chiara dei metadati.
2. Accesso ai dati continuo
Non basta un report mensile. Serve garantire:
- Download completi.
- Accesso tramite API.
- Disponibilità dei dati, ove possibile, in tempo reale.
3. Portabilità e Interoperabilità
L’esportazione deve essere integrale e senza costi nascosti. È fondamentale l’uso di protocolli aperti e riconosciuti come BACnet, OPC UA o KNX, vietando soluzioni chiuse non documentate.
Il punto critico: il capitolato diventa strategico
Il Data Act non è solo burocrazia, è una leva contrattuale. Ignorare queste novità espone l’amministratore a rischi seri:
- Perdita di controllo sui dati dell’edificio.
- Responsabilità civile verso i condòmini e l’assemblea.
- Difficoltà operative in caso di guasti o cambio manutentore.
Al contrario, chi inserisce queste clausole protegge il valore dell’immobile e rafforza il proprio ruolo professionale.
Condominio e dati: una nuova responsabilità
Nel contesto condominiale, dove convergono impianti centralizzati, dati energetici e sistemi di sicurezza, il Data Act impone un cambio culturale: i dati non sono un servizio accessorio, ma parte integrante della gestione dell’immobile.
Questo legame diventa strettissimo con la sicurezza e la RAS digitale (Registro Anagrafe Sicurezza). I dati devono essere:
- Accessibili e verificabili nel tempo.
- Trasferibili tra diverse piattaforme gestionali.
- Tecnicamente validi (con log certificati e firme temporali).
Quando entra davvero in vigore?
Sebbene il Data Act sia già in vigore, sarà pienamente applicabile dal 12 settembre 2025.
Attenzione: Chi aspetta quella data è già in ritardo. I contratti firmati oggi e gli impianti installati ora resteranno in funzione per anni: le scelte tecnologiche fatte in questo momento determinano il futuro digitale del condominio.
In sintesi: cambia il modello di controllo
- Ieri: Il dato apparteneva al fornitore.
- Oggi: Il dato appartiene all’utente.
- Domani: Il dato è un diritto operativo irrinunciabile.
Conclusione
Per amministratori e progettisti, il messaggio è semplice: il Data Act non è una norma da studiare, ma da applicare subito nei capitolati. Chi costruisce sistemi aperti oggi, evita di rimanere bloccato nel passato domani.
Francesco Venunzio





