Il DDL 2692 non è più una proposta teorica né un annuncio politico destinato a restare sulla carta. La riforma del condominio ha avviato il suo percorso parlamentare concreto ed è entrata nella fase più delicata: quella in cui si costruisce il testo che arriverà in Aula e che potrà incidere in modo diretto sulla vita di milioni di cittadini.
L’iter parlamentare del DDL 2692: a che punto siamo?
Presentato l’11 novembre 2025, il disegno di legge è stato assegnato alla Commissione Giustizia della Camera dei Deputati in sede referente. È qui che si gioca la partita vera, perché in questa fase non si vota ancora ma si definisce l’impianto normativo della futura legge.
Il ruolo del primo firmatario: Elisabetta Gardini
Il primo firmatario del DDL 2692 è Elisabetta Gardini. È da questa impostazione politica e culturale che nasce la proposta di riforma. Il primo firmatario non gestisce direttamente l’iter in Commissione ma ne rappresenta la visione originaria e gli obiettivi di fondo.
Il testo punta a una riorganizzazione strutturata della disciplina condominiale, con:
- Rafforzamento dei requisiti professionali degli amministratori.
- Maggiore trasparenza nella gestione.
- Ridefinizione delle responsabilità.
Il lavoro in Commissione Giustizia: chi decide davvero
La Commissione Giustizia è il vero laboratorio della riforma. È qui che il provvedimento viene esaminato articolo per articolo, che si valutano gli emendamenti e che si costruisce il testo base destinato all’Aula.
Nota chiave: In questa fase si confrontano visioni diverse del condominio come comunità da tutelare e come struttura da rendere più efficiente attraverso regole omogenee su tutto il territorio nazionale.
L’importanza del relatore nel DDL 2692
Un passaggio decisivo sarà la nomina del relatore del provvedimento. Il relatore è il parlamentare incaricato di seguire il DDL 2692 in Commissione Giustizia e di accompagnarlo fino all’esame dell’Aula. Egli propone il testo base, esprime il parere sugli emendamenti e orienta l’impostazione tecnica della riforma.
Cosa c’è davvero in gioco con la nuova riforma
Il DDL 2692 non introduce semplici aggiustamenti ma mira a ridefinire il modello di gestione condominiale. Al centro del dibattito ci sono:
- I requisiti professionali degli amministratori.
- La gestione contabile e la trasparenza.
- La responsabilità di chi amministra patrimoni immobiliari collettivi.
Se approvata, la riforma renderà il condominio una struttura più tracciabile e regolata, con effetti diretti sull’organizzazione interna e sui costi di gestione.
Il contributo delle associazioni e il ruolo di ANACI
In questo percorso sarà fondamentale che il legislatore sappia ascoltare chi il condominio lo vive ogni giorno. L’auspicio è che vengano recepite le osservazioni e le proposte avanzate dalle associazioni di categoria e, in particolare, che venga accolto il contributo di ANACI, che da anni lavora sulla professionalità degli amministratori e sulla qualità della vita nei condomìni.
Cosa succede ora: le prossime tappe
Nelle prossime settimane il lavoro della Commissione entrerà nel vivo con audizioni, presentazione degli emendamenti e definizione del testo base. Solo allora sarà chiaro se il DDL 2692 diventerà una riforma strutturale o un compromesso politico.
Francesco Venunzio





