La convocazione dell’assemblea è uno dei momenti più delicati nella gestione del condominio. Un errore formale può esporre la delibera a impugnazione e generare anni di contenzioso. Ma cosa accade se l’avviso di convocazione contiene un ordine del giorno (OdG) formulato in modo generico?
Una recente pronuncia della Corte di Cassazione, analizzata il 14 gennaio 2026, afferma un principio importante: l’avviso generico non comporta automaticamente l’invalidità della delibera, a patto che il condomino sia stato comunque informato sulla sostanza delle decisioni da assumere.
Il principio: conta la sostanza, non solo la forma
L’articolo 66 disp. att. c.c. impone che l’avviso di convocazione indichi chiaramente l’ordine del giorno. La finalità è duplice:
- Permettere al condomino di conoscere preventivamente gli argomenti.
- Consentire una decisione consapevole sulla partecipazione o meno all’assemblea.
Secondo la Suprema Corte, il punto centrale non è la perfezione terminologica, ma una domanda concreta: Il condomino era comunque in grado di comprendere l’oggetto della decisione? Se la risposta è sì, la delibera resta valida.
Quando l’ordine del giorno è “insufficiente”?
L’OdG è considerato inidoneo quando lede effettivamente il diritto all’informazione. I casi tipici includono:
- Impatto economico celato: Impedire al condomino di valutare l’entità di una spesa.
- Voci vaghe per lavori pesanti: Nascondere interventi straordinari sotto descrizioni generiche.
- L’abuso delle “Varie ed eventuali”: Utilizzare questa voce per deliberare lavori da migliaia di euro.
In queste situazioni, la delibera è pienamente impugnabile per carenza informativa.
Quando la delibera resta comunque valida
Al contrario, la formulazione sintetica non annulla la decisione se ricorrono queste condizioni:
- L’argomento era già ampiamente noto ai condòmini.
- Erano già stati messi a disposizione preventivi o documenti prima della riunione.
- Il contenuto della decisione era facilmente desumibile dal contesto delle comunicazioni precedenti.
In sostanza, il giudice non valuta solo il testo letterale dell’avviso, ma la concreta tutela del diritto di informazione.
Nullità o Annullabilità: la differenza è cruciale
Un errore nell’ordine del giorno non produce sempre lo stesso effetto legale. È fondamentale distinguere tra:
- Annullabilità (Caso standard): Riguarda vizi formali come la genericità dell’ordine del giorno. Deve essere impugnata entro il termine perentorio di 30 giorni.
- Nullità (Casi gravi): Riguarda vizi gravissimi, come un oggetto illecito o la mancanza totale di convocazione. Può essere fatta valere in ogni tempo, senza limiti di scadenza.
Consigli pratici per l’Amministratore
Anche se la Cassazione apre alla “sostanza”, l’amministratore prudente deve prevenire ogni rischio seguendo queste linee guida:
- Specificità: Indicare chiaramente se si tratta di lavori ordinari o straordinari.
- Allegati: Inviare preventivi e perizie insieme all’avviso di convocazione.
- Chiarezza: Evitare formule standard eccessivamente vaghe che potrebbero trarre in inganno.





