11 casi accertati e un decesso nel quartiere San Siro. I dati diffusi dall’ATS di Milano descrivono una situazione che non può lasciare indifferenti gli amministratori di condominio. Sebbene i pazienti risiedano in edifici diversi e non collegati tra loro – fattore che esclude al momento un unico “super-focolaio” in uno stabile specifico – l’attenzione si sposta inevitabilmente sulla manutenzione degli impianti idrici centralizzati.
Per chi gestisce immobili, la legionella in condominio non è solo un rischio sanitario, ma una precisa responsabilità gestionale e legale. Analizziamo cosa sta succedendo a Milano e quali sono le procedure obbligatorie per mettere in sicurezza lo stabile.
Il caso San Siro: le indagini dell’ATS e la situazione attuale
La peculiarità del focolaio milanese risiede nella sua dispersione. Non essendoci un collegamento diretto tra gli edifici dei contagiati, l’ATS Milano ha avviato un piano di controllo a tappeto che coinvolge:
- Campionamenti sugli impianti idrici dei condomini coinvolti.
- Verifiche sulle torri evaporative (spesso presenti in uffici o centri commerciali, ma limitrofi alle abitazioni).
- Controlli sulla rete dell’acquedotto pubblico.
- Prelievi mirati in appartamenti “sentinella”.
Ad oggi, è emersa una sola positività in un’abitazione privata, dove sono scattate immediatamente le procedure di bonifica e disinfezione. Tuttavia, l’origine primaria del contagio resta ignota.
Perché l’Amministratore deve preoccuparsi (anche se non è a Milano)
La notizia di cronaca deve fungere da campanello d’allarme per tutti i professionisti del settore. La Legionella pneumophila prolifera negli impianti idrici complessi, tipici dei condomini centralizzati.
Il batterio trova il suo habitat ideale in condizioni che spesso si verificano negli stabili residenziali:
- Temperature dell’acqua inadeguate: tra i 25°C e i 45°C il batterio si moltiplica.
- Ristagno: tubazioni poco utilizzate, appartamenti sfitti o rami morti dell’impianto.
- Vetustà: incrostazioni, calcare e ruggine favoriscono la creazione del biofilm, la “casa” della Legionella.
Ricordiamo che il contagio avviene esclusivamente per inalazione di aerosol (doccia, rubinetti con rompigetto, impianti di condizionamento), mai bevendo l’acqua.
Check-list per l’Amministratore: azioni preventive e obblighi
Per tutelare la salute dei condòmini e la propria posizione professionale, l’amministratore deve garantire che l’impianto idrico non diventi un incubatore batterico. Ecco le azioni fondamentali:
1. Controllo rigoroso delle temperature
È la prima linea di difesa. Come indicato dalle Linee Guida Nazionali:
- L’acqua calda deve uscire dai produttori (boiler/scambiatori) ad almeno 50-60°C.
- L’acqua fredda non dovrebbe superare i 20°C. Se l’impianto non garantisce questi parametri, è necessario un intervento tecnico immediato.
2. Manutenzione e Registro Interventi
Autoclavi, serbatoi di accumulo e boiler devono essere spurgati e disinfettati periodicamente. Fondamentale è la tracciabilità: l’amministratore deve conservare rapporti di manutenzione e schede tecniche che attestino l’avvenuta sanificazione. In caso di contagio, questi documenti sono la prima cosa che l’autorità giudiziaria richiederà.
3. Gestione dei punti critici
Se nel condominio sono presenti torri evaporative (più rare nel residenziale, ma possibili in complessi misti), queste devono essere censite e sottoposte a protocolli rigidi. Inoltre, occorre programmare spurghi periodici nei punti della rete comune poco utilizzati (es. rubinetti nei locali tecnici o bagni della portineria).
Cosa comunicare ai condòmini (senza creare panico)
L’amministratore ha anche un ruolo informativo. Sulla scia delle raccomandazioni di ATS Milano, è utile diramare una circolare che inviti i residenti alle “buone pratiche” domestiche, specialmente per chi rientra dopo lunghe assenze:
- Flussaggio: Far scorrere l’acqua calda e fredda per alcuni minuti prima di utilizzarla (aprendo le finestre per evitare di inalare i primi vapori).
- Pulizia: Decalcificare e disinfettare regolarmente i soffioni delle docce e i rompigetto dei rubinetti.
- Apparecchi aerosol: Prestare attenzione alla pulizia di umidificatori o nebulizzatori domestici.
Non serve bollire l’acqua né smettere di berla: il rischio è legato solo ai vapori inalati.
Conclusioni
Il caso di San Siro dimostra che la sicurezza sanitaria in condominio non è un optional, ma un pilastro della gestione immobiliare. Investire nella manutenzione ordinaria e nel monitoraggio delle temperature non protegge solo dal batterio, ma anche da pesanti responsabilità civili e penali.
Francesco Venunzio





