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Bike-sharing in condominio

Bike-sharing in condominio

Il bike-sharing è un’opportunità per spostarsi in modo veloce, autonomo e sostenibile che permette di vivere la città in libertà, evitando i problemi del traffico. È un fenomeno ormai diffuso da anni anche in Italia, e registra un andamento di crescita decisamente interessante.
Secondo i dati diffusi dall’Osservatorio sulla Sharing Mobility, organismo promosso dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile con i Ministeri dell’Ambiente e delle Infrastrutture, il 2019 ha registrato dati molto soddisfacenti per l’Italia.
Il bike sharing nel Belpaese può, infatti, contare su:

  • 6 servizi attivi in più rispetto all’anno precedente per un totale di 39 in 31 città
  • una flotta di 35mila bici
  • di queste 35mila, 5.413 sono bici elettriche
  • il 70% delle bici elettriche appartiene a servizi free-floating.

I nuovi trend della mobilità condivisa

Il bike-sharing rientra tra i servizi che incentivano una mobilità di tipo sostenibile, volta a minimizzare le ripercussioni negative sull’economia, la società e l’ambiente.
Ogni amministrazione comunale è interessata a promuovere, verso la cittadinanza, iniziative che incentivino l’adozione di comportamenti virtuosi per uno stile di vita sostenibile; tra queste la sharing mobility è sicuramente il progetto che si è diffuso maggiormente.

Bike-sharing in condominio

Questa “formula” di mobilità condivisa è stata adottata anche nel privato. In molti condomini, infatti, le persone hanno deciso di mettere a disposizione le proprie biciclette per tutti gli inquilini del proprio stabile. La “bici condivisa” è un modo semplice, ma molto efficace, per spronare la gente ad utilizzare un mezzo alternativo al trasporto pubblico e alla propria auto per i propri spostamenti, soprattutto per quelli di breve distanza.
Il bike-sharing in condominio è un nuovo modo di vivere il “comunità”: più sociale ma anche più socievole, perché significa pensare non solo al proprio benessere ma anche a quello altrui. È un nuovo stile di vita più attento alle persone e all’ambiente, che rientra nella cosiddetta sharing mobility.

Cos’è la Sharing mobility?

La sharing mobility è quel fenomeno in base al quale i trasferimenti da un luogo ad un altro, appunto la mobilità, avvengono con mezzi e veicoli condivisi: car sharing, bike sharing, scooter sharing, ecc..
La mobilità condivisa e sostenibile contribuisce alla smart mobility di una città, obiettivo ambizioso di molte realtà comunali.

Smart mobility per il cambiamento delle nostre città

Come gestire il trasporto di un numero sempre maggiore di persone garantendo rapidità, accessibilità e sostenibilità?
La risposta è smart mobility ovvero muoversi in modo intelligente per raggiungere la nostra destinazione nel minor tempo possibile e inquinando meno.
La smart mobility è, quindi, una nuova mobilità altamente tecnologica, a misura di cittadino e a basso impatto ambientale, che coinvolge infrastrutture per la mobilità (come parcheggi e reti di ricarica) soluzioni per la mobilità dei veicoli (tra cui i modelli di new mobility e di pagamento in mobilità) e delle persone.
Smart Mobility significa anche green. I suoi obiettivi sono:

  • riduzione del traffico
  • riduzione dell’inquinamento
  • creazione di flussi intelligenti e senza interruzioni
  • rafforzamento delle economie di scala per promuovere una mobilità accessibile a tutti

La sharing economy delle nostre città

Ogni servizio di mobilità condivisa ha caratteristiche proprie con differenti impatti sul comportamento degli utenti, sugli spostamenti, sull’ambiente e lo sviluppo urbano.
Si vuole mettere in campo un’importante e ampia strategia di mobilità con l’obiettivo di creare una rete integrata di trasporto pubblico, capace di offrire ai cittadini valide alternative per lo spostamento urbano che vadano a beneficio della salute delle persone e del Pianeta, ma anche con interessanti risvolti economici individuali e pubblici.
Nella ricerca dell’Osservatorio nazionale sulla sharing mobility, si evince una crescita interessante del numero di bici a disposizione degli utenti. Allo stesso tempo si diversifica l’offerta in termini sia di tipologia dei veicoli – a pedalata assistita – che di modelli operativi, “free-floating” o con stazioni fissi.

Il bike sharing tra free-floting, stazione fisse e sistemi ibridi

Il “free-floating”, è la libera circolazione mentre “station-based” è il flusso con stazioni definite per la riconsegna dei mezzi. I due modelli si discostano per una serie di caratteristiche:

  • I free-floating è condizionato dalle abitudini di utilizzo per giorno della settimana ed orario: cresce nel weekend, registra più noleggi brevi sia per durata che per percorrenza;
  • lo station-based è più frequente negli orari di maggior traffico cittadino (tra le 8 e le 10 del mattino e tra le 17 e le 19), registra noleggi più lunghi sia per distanza che per tempistiche.

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