La sostenibilità in condominio dipende anche dalla tipologia di prodotti impiegati durante le pulizie e l’igienizzazione degli spazi comuni
La sostenibilità non è più un tema accessorio nella gestione condominiale. Oggi amministratori e condomìni sono chiamati a integrare criteri ambientali nelle scelte quotidiane, incluse quelle relative alle pulizie del condominio. “Pulizie sostenibili” non è solo uno slogan, ma un approccio concreto che incide sulla qualità degli ambienti comuni, sulla salute dei residenti, sui costi di gestione e sulla responsabilità ambientale dell’intero edificio.
In questo scenario assumono un ruolo centrale i CAM – Criteri Ambientali Minimi – e una maggiore attenzione alla selezione di appalti e prodotti a basso impatto ambientale. Ma come orientarsi tra obblighi normativi, offerte di mercato e vincoli di budget?
Cosa sono i CAM e perché riguardano anche i condomìni
I CAM, introdotti nell’ambito del Green Public Procurement, definiscono requisiti ambientali per l’affidamento di servizi e forniture da parte della Pubblica Amministrazione. Nel settore delle pulizie, i CAM stabiliscono criteri relativi ai prodotti detergenti, alle attrezzature, alla formazione del personale e alla gestione dei rifiuti.
Sebbene l’obbligo diretto riguardi principalmente gli enti pubblici, i CAM rappresentano oggi un riferimento tecnico e qualitativo anche per i condomìni privati. Sempre più capitolati d’appalto, infatti, richiamano questi criteri come standard di qualità e sostenibilità. Per un amministratore condominiale, adottare parametri ispirati ai CAM significa:
- ridurre l’impatto ambientale del servizio
- garantire maggiore trasparenza nelle gare
- valorizzare l’immobile in termini di responsabilità ambientale
- prevenire contenziosi legati a prodotti nocivi o non conformi
La sostenibilità, quindi, non è solo una scelta etica ma anche una forma di tutela professionale.
Scegliere un appalto di pulizie sostenibile
Uno degli errori più frequenti nella gestione degli appalti di pulizia è concentrarsi esclusivamente sul costo più basso. Un’offerta economica molto competitiva può nascondere criticità: utilizzo di prodotti non certificati, scarsa formazione del personale, turnazioni ridotte, assenza di tracciabilità.
Un appalto sostenibile, invece, si valuta su un insieme di elementi qualitativi e ambientali. Nel redigere o aggiornare il capitolato, l’amministratore dovrebbe considerare:
- l’utilizzo di detergenti con marchi ambientali riconosciuti (ad esempio Ecolabel UE)
- la riduzione di sostanze pericolose per la salute e per l’ambiente
- sistemi di dosaggio controllato per evitare sprechi
- attrezzature a basso consumo energetico e idrico
- piani di gestione dei rifiuti e riduzione degli imballaggi
Non si tratta di complicare il processo, ma di inserire criteri chiari e verificabili, chiedendo alle imprese di documentare le proprie scelte. In questo modo il confronto tra offerte diventa più trasparente e comparabile.
Prodotti a basso impatto
Parlare di “prodotti ecologici” non basta. Il mercato propone numerose soluzioni che si definiscono green, ma non sempre vi è una reale certificazione a supporto. Un prodotto a basso impatto ambientale dovrebbe rispondere a criteri precisi:
- biodegradabilità elevata
- ridotto contenuto di composti organici volatili (VOC)
- assenza di sostanze classificate come pericolose
- imballaggi riciclabili o realizzati con materiale riciclato
- concentrazione tale da ridurre le quantità necessarie per ogni utilizzo
L’adozione di prodotti concentrati, ad esempio, consente di diminuire il numero di trasporti, lo stoccaggio e la produzione di rifiuti da imballaggio. Allo stesso tempo, i sistemi di diluizione automatica limitano errori e sprechi, con un beneficio economico diretto.
È importante sottolineare che sostenibilità e igiene non sono in contrasto. Le normative sanitarie e le esigenze di sicurezza devono restare prioritarie, ma oggi esistono soluzioni che coniugano efficacia e rispetto ambientale.
L’impatto sui costi: investimento o risparmio?
Uno dei timori più diffusi in condominio riguarda l’aumento dei costi delle pulizie. È vero che alcuni prodotti certificati o attrezzature a basso consumo possono avere un prezzo unitario superiore rispetto alle alternative tradizionali. Tuttavia, l’analisi deve essere complessiva e non limitata al costo immediato.
Un servizio di pulizie impostato secondo criteri di sostenibilità può generare risparmi nel medio periodo grazie a:
- minori consumi di acqua ed energia
- riduzione degli sprechi di prodotto
- maggiore durata delle superfici trattate (meno interventi straordinari)
- minore rischio di danni a pavimentazioni, rivestimenti e ascensori
- riduzione delle contestazioni da parte dei condomini
Inoltre, un edificio che adotta politiche di responsabilità ambientale può risultare più attrattivo sul mercato immobiliare. In un contesto in cui la transizione ecologica incide sempre di più sulle scelte abitative, la gestione sostenibile dei servizi comuni rappresenta un valore aggiunto.
Il ruolo dell’amministratore
L’amministratore di condominio è chiamato a svolgere una funzione di mediazione tra esigenze economiche, normative e ambientali. Inserire criteri di sostenibilità negli appalti di pulizia significa assumere una posizione proattiva, in linea con le evoluzioni legislative e con le aspettative sociali.
La responsabilità ambientale non si esaurisce nella scelta dei prodotti, ma coinvolge l’intero processo decisionale:
- predisposizione di capitolati chiari e aggiornati
- verifica periodica della conformità del servizio
- informazione ai condomini sulle scelte effettuate
- promozione di comportamenti virtuosi negli spazi comuni
Comunicare in modo trasparente le motivazioni che hanno portato alla selezione di un’impresa o di determinati prodotti riduce le incomprensioni in assemblea e rafforza la fiducia nei confronti dell’amministratore.
Formazione e organizzazione: la sostenibilità passa dalle persone
Un aspetto spesso sottovalutato riguarda la formazione del personale addetto alle pulizie in condominio. Anche i migliori prodotti, se utilizzati in modo scorretto, possono perdere efficacia o generare sprechi. Le imprese più strutturate prevedono percorsi formativi specifici su:
- corretto dosaggio dei detergenti
- utilizzo di macchinari a basso consumo
- gestione differenziata dei rifiuti
- sicurezza sul lavoro
Un capitolato che richiami l’obbligo di formazione continua e di aggiornamento professionale rappresenta una garanzia ulteriore per il condominio. La sostenibilità, infatti, non è solo una questione tecnica ma culturale.
Pulizie sostenibili e qualità dell’aria in condominio
Un ulteriore beneficio spesso trascurato riguarda la qualità dell’aria interna. L’utilizzo di prodotti con basse emissioni di sostanze volatili contribuisce a migliorare il comfort negli androni, nei corridoi, negli ascensori e nelle sale riunioni condominiali.
In edifici con presenza di bambini, anziani o persone con sensibilità respiratorie, la scelta di detergenti meno aggressivi può fare la differenza. Anche questo elemento dovrebbe essere valorizzato nella valutazione complessiva dell’appalto.
Verso una gestione integrata e sostenibile
Le pulizie rappresentano solo uno degli ambiti in cui applicare criteri ambientali, ma possono diventare un primo passo concreto verso una gestione condominiale più sostenibile. Integrare i CAM come riferimento tecnico, scegliere prodotti certificati, valutare le offerte non solo sul prezzo e monitorare i risultati nel tempo sono azioni che contribuiscono a costruire un modello virtuoso.
Per ANACI Italia Servizi, promuovere una cultura della sostenibilità significa offrire agli amministratori strumenti e competenze per affrontare le nuove sfide del settore. Le scelte effettuate oggi negli appalti di pulizia incidono non solo sui bilanci, ma anche sull’impronta ambientale degli edifici e sulla qualità della vita di chi li abita.
In definitiva, parlare di pulizie e sostenibilità significa ripensare un servizio ordinario in chiave strategica. Non va considerato un costo aggiuntivo, ma un investimento in efficienza, trasparenza e responsabilità ambientale. E l’amministratore, con il supporto di linee guida chiare e criteri oggettivi, può diventare il protagonista di questa trasformazione.





