Il legno è un materiale particolarmente adatto alle ricostruzioni post-sismiche e sostiene le scosse dei terremoti meglio di quanto si pensi.
Nel panorama dell’edilizia contemporanea, sempre più spesso il buon vecchio legno viene considerato uno dei materiali più idonei nelle ricostruzioni che seguono i terremoti. La tendenza è supportata da motivazioni scientifiche, tecniche e ambientali. Ma perché il legno è sicuro e duraturo? È adatto in tutte le zone sismiche e condizioni climatiche? E quali sono le principali tecniche di costruzione in legno?
Perché il legno è adatto nelle ricostruzioni post terremoti
Il legno possiede una combinazione di proprietà fisico-meccaniche che lo rendono estremamente adatto nelle aree soggette a terremoti. Tra queste:
1. Leggerezza. Uno dei principali vantaggi del legno rispetto ai materiali tradizionali (come calcestruzzo e mattoni) è la sua leggerezza. In caso di terremoto, le forze sismiche sono proporzionali alla massa dell’edificio: strutture più leggere subiscono sollecitazioni minori e quindi risultano meno vulnerabili.
2. Flessibilità e capacità dissipativa. Il legno ha una naturale elasticità che gli permette di deformarsi senza rompersi sotto l’azione di forze dinamiche come quelle di un terremoto. Le strutture in legno ben progettate possono assorbire e dissipare l’energia sismica, riducendo i danni strutturali.
3. Comportamento duttile. La duttilità è la capacità di una struttura di deformarsi in modo controllato senza collassare improvvisamente. Il legno, se usato in combinazione con giunti metallici o anche solo con incastri ben progettati, può garantire un comportamento duttile, evitando crolli catastrofici.
4. Elevata resistenza specifica. Il rapporto tra resistenza meccanica e peso del legno è molto elevato, il che consente di costruire strutture solide con sezioni più leggere e snelle rispetto a quelle in calcestruzzo armato.
Gli edifici in legno sono davvero sicuri e duraturi?
Una delle obiezioni più frequenti al legno è la sua presunta scarsa durabilità rispetto ai materiali “eterni” come la pietra o il cemento. Tuttavia, la realtà è ben diversa. Numerosi edifici in legno, realizzati con criteri antisismici, hanno superato indenni terremoti devastanti. Esempi virtuosi si trovano in Giappone, Nuova Zelanda, Canada e anche in Italia, dove dopo il terremoto dell’Aquila del 2009 molte strutture pubbliche sono state ricostruite in legno con risultati eccellenti.
Se adeguatamente protetto da umidità, attacchi biologici e incendi (tramite trattamenti specifici o accorgimenti progettuali), il legno è quindi un materiale duraturo. Ne sono prova tangibile gli edifici storici in legno che resistono da secoli: basti pensare alle pagode giapponesi o ai palazzi lignei scandinavi.
Ciò accade anche perché il legno è molto più resistente al fuoco di quanto si pensi. Il legno brucia infatti in modo prevedibile e durante un incendio può mantenere la propria capacità portante persino più a lungo dell’acciaio, che si deforma già a 500 °C. Con un opportuno dimensionamento e l’uso di pannelli multistrato, il legno può offrire buone prestazioni anche in caso di incendio.
Oltre agli aspetti tecnici, il legno rappresenta anche una scelta ecologica. È un materiale rinnovabile, a basso impatto ambientale e con un ciclo di vita molto più sostenibile rispetto al cemento o all’acciaio. Inoltre, gli edifici in legno possono contribuire alla decarbonizzazione del settore edile, grazie alla capacità del legno di immagazzinare CO₂ per tutta la durata della sua vita utile. In contesti post-sismici, dove rapidità e sostenibilità sono fondamentali, il legno consente tempi di realizzazione rapidi, cantieri puliti, riduzione del rumore e minori impatti per la comunità.
Il legno è adatto ovunque?
Il legno si è dimostrato altamente performante in tutte le zone sismiche del mondo. È importante, però, che la progettazione segua le normative antisismiche locali e che vengano utilizzati materiali certificati e tecniche costruttive idonee. In linea generale, il legno si adatta bene anche a climi umidi, freddi o molto secchi, purché venga protetto correttamente. In ambienti umidi, ad esempio, è fondamentale evitare i ristagni d’acqua e garantire una buona ventilazione. In aree alpine o nordiche, dove il legno è storicamente usato, la durabilità è elevata grazie anche alla stagionatura naturale del materiale e all’uso di specie resistenti (abete e larice). In ambienti marini o tropicali, invece, il legno può essere soggetto ad attacchi biologici più aggressivi, ma l’impiego di trattamenti e specie legnose adeguate (come teak o legni termo-trattati) garantisce una buona resistenza nel tempo.
Principali tecniche di costruzione in legno
Come si è accennato, anche le tecniche di costruzione possono influenzare la stabilità della struttura in caso di eventi sismici. Il legno viene infatti utilizzato in diverse tipologie costruttive, ognuna con caratteristiche proprie. Le principali sono:
1. Telaio leggero (Platform Frame). È il sistema più usato in Nord America e in Europa per l’edilizia residenziale. Si basa su un’intelaiatura di montanti verticali e traversi orizzontali, con tamponamenti in pannelli (di OSB, compensato o gessofibra). È veloce da realizzare, ha una buona capacità antisismica ed è economico, ma non è adatto a edifici multipiano o di grandi dimensioni.
2. X-Lam (Cross Laminated Timber). È un sistema a pannelli massicci di legno a strati incrociati, incollati tra loro, che costituiscono le pareti portanti dell’edificio. Ha un’alta resistenza e rigidità, consente una grande precisione costruttiva e ha un ottimo comportamento sismico, ma pesa di più e ha un costo più elevato.
3. Telaio pesante (Timber Frame). Basato su travi e pilastri di grandi dimensioni, spesso lasciati a vista per fini estetici, consiste in una tecnica tradizionale che può essere integrata con pannelli moderni. Conferisce un’estetica calda e tradizionale e una grande stabilità, ma presenta una maggiore complessità costruttiva e tempi più lunghi.
4. Blockbau o costruzione a tronchi sovrapposti. Tecnica antica usata in zone alpine e scandinave, prevede che i tronchi lavorati si incastrino tra loro e formino le pareti portanti. Ha un’elevata massa termica e garantisce un isolamento naturale, ma è meno flessibile e più soggetta a variazioni dimensionali.





