Auto elettriche in condominio: al via il bonus 2026. Rimborsi fino a 8.000 euro per le colonnine

Bonus colonnine condominio 2026: contributo dell’80% fino a 8.000 euro. Domande dal 22 settembre. Requisiti, spese ammesse e documenti.

Riassunto

Scatta il conto alla rovescia per gli incentivi destinati alle infrastrutture di ricarica condominiali. Dal prossimo 22 settembre si apre la finestra per richiedere le agevolazioni statali, che promettono di abbattere drasticamente i costi di transizione verso la mobilità a zero emissioni negli spazi residenziali condivisi.

I numeri dell’agevolazione: a chi spetta e quanto vale

Torna a pieno regime il Bonus colonnine domestiche, la misura strategica voluta dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e gestita operativamente da Invitalia. L’opportunità è di quelle da non lasciarsi sfuggire, specialmente per le realtà condominiali che stanno pianificando o hanno già ultimato l’installazione di punti di ricarica. L’intervento statale garantisce infatti una copertura pari all’80% delle spese ammissibili, fissando un generoso tetto massimo di 8.000 euro per i condomìni. Per le singole persone fisiche, invece, la soglia di rimborso si ferma a 1.500 euro. Il Governo ha messo sul piatto una dotazione finanziaria di 15 milioni di euro per il 2026, un plafond destinato a rinnovarsi per lo stesso importo annuo fino al 2029, per poi assestarsi a 8 milioni nel 2030.

La regola d’oro: rimborsi solo a lavori ultimati

Un aspetto cruciale della normativa riguarda le tempistiche e la natura dell’incentivo. Non siamo di fronte a un voucher preventivo da spendere per opere future, ma a un vero e proprio rimborso a posteriori. Per accedere ai fondi del 2026, l’installazione della colonnina deve risultare completata in un periodo preciso: tra il 26 giugno e il 31 dicembre 2026. I dispositivi di ricarica dovranno essere rigorosamente nuovi, di potenza standard e installati a regola d’arte sul territorio nazionale. Calando la norma nel contesto condominiale, le infrastrutture dovranno essere riservate all’uso collettivo dei soli residenti, escludendo tassativamente l’apertura al pubblico esterno.

Spese coperte: non solo il costo dell’hardware

L’agevolazione si rivela particolarmente attrattiva poiché il suo raggio d’azione va ben oltre il mero prezzo dell’apparecchiatura. Il perimetro delle spese ammissibili abbraccia l’intero iter realizzativo. Sono pienamente rimborsabili l’acquisto e la posa della stazione di ricarica, i necessari adeguamenti degli impianti elettrici e persino le opere edili strettamente connesse. Il legislatore ha intelligentemente incluso anche le spese tecniche e professionali, che spaziano dalla progettazione alla direzione lavori, passando per oneri di sicurezza e collaudo. Risultano coperte anche le spese per la connessione alla rete elettrica tramite l’attivazione di un nuovo POD. Un raggio d’azione così ampio si rivela vitale per i condomìni, dove i lavori sono fisiologicamente più complessi rispetto al semplice box privato. L’unico, invalicabile vincolo normativo è la tracciabilità assoluta di tutti i pagamenti effettuati.

Finestra temporale e modalità di richiesta

L’apertura dello sportello telematico è fissata per le ore 12:00 del 22 settembre 2026. Da quel momento, e fino a mezzogiorno del 31 gennaio 2027, le istanze potranno essere caricate sulla piattaforma dedicata di Invitalia. Per l’autenticazione digitale sarà indispensabile utilizzare le credenziali SPID, la Carta d’identità elettronica oppure la Carta nazionale dei servizi, congiuntamente al possesso di una casella PEC attiva. È consigliabile muoversi con tempestività: i 15 milioni di euro a disposizione per l’anno in corso verranno infatti assegnati seguendo il rigoroso ordine cronologico di ricezione delle domande, fino a esaurimento fondi.

La sfida per l’amministratore e le opportunità in assemblea

In questo delicato ingranaggio burocratico, la figura dell’amministratore di condominio assume una responsabilità determinante. Per non far perdere l’incentivo ai residenti, non basterà esibire una semplice fattura. Chi amministra lo stabile dovrà comporre un fascicolo documentale ineccepibile che includa il codice fiscale del condominio, i propri dati anagrafici, la fondamentale delibera assembleare di autorizzazione ai lavori sulle parti comuni, oltre a tutte le evidenze contabili e alla certificazione di conformità rilasciata dall’elettricista. La diffusione della mobilità elettrica sta già rivoluzionando i dibattiti assembleari, trasformando questo bonus nell’occasione perfetta per pianificare soluzioni strutturate, superando la frammentazione delle singole installazioni private. All’amministratore spetta il delicato compito di coordinare tecnici e condòmini, assicurandosi che, al momento del via del 22 settembre, tutta la documentazione sia già pronta e validata.

Articolo a cura di: Redazione

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