IMU e TARI, Roma Capitale cancella sanzioni e interessi: domande entro il 2 novembre per la definizione agevolata

Roma Capitale cancella sanzioni e interessi su IMU, TASI e TARI. Scopri le scadenze del 2 novembre e 30 novembre e la differenza con la Rottamazione-quinquies.

Riassunto

Due scadenze per regolarizzare i debiti tributari: il 2 novembre per IMU e TASI, il 30 novembre per la TARI. La procedura interessa gli accertamenti non ancora affidati alla riscossione. Per le cartelle già iscritte a ruolo è prevista una diversa rottamazione, con termine al 15 dicembre.

Articolo a cura di Francesco Venunzio

I proprietari di immobili e i contribuenti con debiti tributari verso Roma Capitale hanno ancora pochi giorni per aderire alla definizione agevolata di IMU e TASI. Il termine per presentare la domanda è fissato al 2 novembre 2026, mentre per la TARI sarà possibile aderire fino al 30 novembre.

La misura consente di regolarizzare determinate posizioni fiscali pagando il tributo dovuto senza le sanzioni e gli interessi che sarebbero altrimenti applicabili, secondo le condizioni stabilite dal regolamento comunale.

L’iniziativa è stata introdotta con la deliberazione dell’Assemblea Capitolina n. 98 del 4 giugno 2026, che ha approvato il regolamento per la definizione agevolata delle entrate comunali. Successivamente, con la deliberazione della Giunta Capitolina n. 239 del 30 luglio, sono state definite le prime finestre temporali per la presentazione delle domande.

Æqua Roma, la società incaricata della gestione di servizi connessi alle entrate capitoline, ha pubblicato le istruzioni operative il 3 agosto e attivato le procedure telematiche dal 1° settembre per IMU e TASI e dal 1° ottobre per la tassa sui rifiuti.

Quali debiti possono essere regolarizzati

La procedura riguarda i tributi non riscossi e non ancora iscritti a ruolo o trasmessi all’Agenzia delle Entrate-Riscossione per il recupero coattivo.

Per IMU e TASI sono ammessi gli avvisi di accertamento notificati entro il 31 dicembre 2024. Per la TARI, invece, la definizione interessa gli avvisi per omessa o infedele dichiarazione notificati entro la stessa data, oltre alle morosità ordinarie riferite agli anni d’imposta 2023 e 2024.

Non tutti i debiti sono quindi automaticamente definibili. Prima di presentare la domanda occorre verificare la natura dell’atto ricevuto, il periodo d’imposta interessato e lo stato della procedura di riscossione.

Le scadenze da rispettare

TRIBUTOTERMINE DOMANDA
IMU e TASI2 novembre 2026
TARI30 novembre 2026
Rottamazione-quinquies dei carichi affidati alla riscossione15 dicembre 2026

Fonte: comunicazione ufficiale Æqua Roma del 3 agosto 2026.

Come funziona la definizione agevolata

L’aspetto più rilevante della misura riguarda la possibilità di ridurre l’importo complessivo da versare attraverso l’eliminazione delle componenti sanzionatorie e degli interessi previste dalla procedura.

Per un proprietario che abbia ricevuto un accertamento IMU, ad esempio, l’importo richiesto può essere composto dal tributo originariamente non versato, dalle sanzioni e dagli interessi maturati. La definizione agevolata permette, per gli atti ammessi, di regolarizzare la posizione senza corrispondere queste ultime componenti.

Il beneficio non equivale però alla cancellazione dell’imposta. Il capitale tributario resta dovuto e l’importo effettivo deve essere determinato secondo le disposizioni comunali.

Per conoscere la propria posizione e trasmettere la richiesta è disponibile la piattaforma telematica di Æqua Roma⁠. Il contribuente deve utilizzare la procedura dedicata e verificare le informazioni relative agli atti che intende definire.

Attenzione alla differenza con la Rottamazione-quinquies

Uno degli elementi che richiedono maggiore attenzione riguarda la presenza di due procedure differenti, entrambe applicabili a determinate entrate di Roma Capitale.

La prima è la definizione agevolata comunale, che interessa le posizioni ancora gestite nella fase precedente all’affidamento della riscossione coattiva.

La seconda è la Rottamazione-quinquies, alla quale Roma Capitale ha aderito con la stessa deliberazione n. 98/2026. Questa riguarda i carichi affidati agli agenti della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023, purché rientrino nelle condizioni previste dalla disciplina.

Per tali carichi, la domanda deve essere presentata direttamente all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026.

La differenza è sostanziale: un contribuente che abbia ricevuto un avviso di accertamento ancora gestito dal Comune deve seguire una procedura diversa da quella prevista per una cartella già affidata all’agente della riscossione.

La Rottamazione-quinquies prevede inoltre che l’Agenzia delle Entrate-Riscossione comunichi entro il 28 febbraio 2027 le somme dovute. Il pagamento potrà essere effettuato in un’unica soluzione entro il 31 marzo 2027 oppure, secondo le condizioni stabilite, fino a 54 rate bimestrali, con interessi del 3% annuo decorrenti dal 1° aprile 2027 in caso di rateizzazione.

Le conseguenze per proprietari e amministratori condominiali

La definizione agevolata costituisce un’opportunità soprattutto per i proprietari di seconde abitazioni, immobili locati, uffici, negozi e altri fabbricati che abbiano maturato debiti IMU.

Per la TARI la platea può comprendere anche utilizzatori e occupanti di immobili, nei casi in cui siano direttamente soggetti al tributo.

Gli amministratori condominiali non sono chiamati a presentare le domande per conto dei singoli proprietari in virtù del solo incarico di gestione del condominio. Possono tuttavia svolgere un’importante funzione informativa, segnalando agli associati e ai condòmini l’esistenza della procedura e delle relative scadenze.

La misura conferma inoltre l’importanza di distinguere la fiscalità dei singoli immobili dagli obblighi tributari direttamente riferibili al condominio, evitando di attribuire all’amministratore adempimenti che spettano al singolo contribuente.

Perché è importante verificare la propria posizione

La definizione agevolata rappresenta un’occasione per chiudere situazioni fiscali pregresse, ma richiede una valutazione attenta.

Prima di aderire è opportuno controllare se il debito sia effettivamente dovuto, se l’avviso rispetti i requisiti temporali e se esistano contestazioni, pagamenti già effettuati o altre circostanze rilevanti.

La convenienza economica non deve far dimenticare che l’adesione a una procedura di definizione ha effetti giuridici che devono essere valutati caso per caso, soprattutto quando il contribuente abbia già impugnato un atto o intenda contestarne la legittimità.

Con l’avvicinarsi del 2 novembre, il primo passo resta quindi la consultazione della posizione tributaria e la verifica dell’ammissibilità degli avvisi IMU e TASI. Per la TARI il termine del 30 novembre concede più tempo, mentre per i carichi affidati alla riscossione la procedura nazionale segue un calendario autonomo.

La presenza di scadenze diverse rende essenziale un’informazione precisa, affinché i contribuenti possano individuare la procedura applicabile senza rischiare di perdere un’opportunità di regolarizzazione.

Fonti ufficiali

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