È più importante scegliere o farsi guidare da un algoritmo?

L'IA entra negli studi di condominio: efficienza e compiti ripetitivi sì, ma la decisione finale e la responsabilità restano all'amministratore. Leggi l'analisi ANACI.

Riassunto

L’intelligenza artificiale può rendere più efficiente lo studio dell’amministratore di condominio, ma non deve sostituire il pensiero, la responsabilità professionale e il rapporto con le persone

di Francesco Burrelli, presidente nazionale ANACI

L’intelligenza artificiale sta entrando con forza negli studi di amministrazione condominiale. È uno strumento in grado di riordinare documenti, sintetizzare norme, confrontare preventivi e velocizzare la gestione di una mole di dati sempre più complessa. Tuttavia, di fronte a questa trasformazione digitale, la domanda centrale non riguarda la scelta tra intelligenza umana e artificiale, ma il ruolo che intendiamo attribuire alla tecnologia.

L’algoritmo deve assistere il professionista, mai sostituirlo. Se da un lato l’IA elabora informazioni in pochi secondi, dall’altro non conosce la storia dell’edificio né le dinamiche umane che animano la vita del condominio. Amministrare significa applicare regole e far quadrare i conti, ma anche ascoltare, mediare e trovare equilibri tra esigenze diverse: responsabilità che richiedono sensibilità, esperienza e presenza sul campo che nessun automatismo può rimpiazzare.

Dalla gestione dei dati alla responsabilità professionale

L’adozione dell’IA comporta un ripensamento delle attività quotidiane dello studio. Può liberare tempo prezioso da dedicare alla sicurezza e ai rapporti con i condòmini, ma presenta rischi concreti da non sottovalutare, come la generazione di informazioni errate o plausibili solo in apparenza. L’efficienza della macchina non coincide con l’attendibilità giuridica o tecnica, rendendo la formazione dell’amministratore ancora più fondamentale per supervisionare ogni processo e proteggere i dati personali gestiti.

Innovare non significa delegare ogni scelta a un software, ma utilizzare strumenti avanzati mantenendo la regia delle decisioni. L’algoritmo prepara e suggerisce, ma la responsabilità finale resta sempre in capo al professionista. La capacità di interpretare il contesto e governare gli strumenti digitali sarà la vera chiave per gli studi del futuro.

L’articolo completo di Francesco Burrelli (Presidente Nazionale ANACI) sarà pubblicato sulla rivista “Amministrare Immobili” di novembre.

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