L’Agenzia delle Entrate definisce modalità e scadenze del ravvedimento speciale relativo agli anni dal 2020 al 2023. La misura è riservata ai contribuenti che rinnovano il concordato preventivo biennale per il 2026-2027. Termine del rinnovo fissato al 2 novembre, mentre per la regolarizzazione ci sarà tempo fino al 15 marzo 2027.
Articolo a cura di Francesco Venunzio
Una nuova opportunità di regolarizzazione fiscale per imprese e professionisti che rinnovano l’adesione al concordato preventivo biennale. Con il provvedimento n. 296141 del 23 ottobre 2026, l’Agenzia delle Entrate ha definito le modalità operative per accedere al ravvedimento speciale delle annualità dal 2020 al 2023, previsto dall’articolo 29 del decreto legislativo n. 148/2026.
La novità, illustrata anche nel comunicato ufficiale del 26 ottobre, può interessare gli amministratori condominiali che esercitano l’attività con partita IVA e sono soggetti agli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA). Non riguarda, invece, gli adempimenti del condominio come sostituto d’imposta, né introduce agevolazioni sulle spese condominiali.
Concordato preventivo biennale: che cosa cambia
Il concordato preventivo biennale permette ai contribuenti in possesso dei requisiti di concordare preventivamente con l’Agenzia delle Entrate il reddito imponibile per due periodi d’imposta.
L’obiettivo è rendere più prevedibile la tassazione, favorendo l’adempimento spontaneo e riducendo, alle condizioni stabilite dalla legge, alcuni rischi fiscali.
Per il biennio 2026-2027, il legislatore ha introdotto ulteriori disposizioni, tra le quali la possibilità di accedere a un regime speciale di ravvedimento per gli anni precedenti.
La misura consente di regolarizzare, anche singolarmente, una o più annualità comprese tra il 2020 e il 2023 attraverso il pagamento di imposte sostitutive, calcolate secondo criteri collegati al livello di affidabilità fiscale del contribuente.
Il vantaggio consiste nell’applicazione di una disciplina speciale che, quando correttamente perfezionata, comporta limitazioni a determinate attività di accertamento dell’Amministrazione finanziaria. Non equivale, tuttavia, a un’immunità generale da qualsiasi controllo fiscale.
Chi può beneficiare del ravvedimento speciale
La possibilità di aderire non è riconosciuta indistintamente a tutti i titolari di partita IVA.
Il ravvedimento è riservato ai soggetti che hanno aderito al concordato per il biennio 2024-2025 e ne rinnovano l’adesione per il 2026-2027, rispettando gli ulteriori requisiti previsti dalla normativa.
Restano esclusi da questa specifica opportunità i professionisti che accedono al concordato per la prima volta nel 2026-2027 e quelli che hanno aderito soltanto per il biennio 2025-2026.
Per gli amministratori condominiali è quindi indispensabile distinguere la propria posizione fiscale da quella dei condomìni amministrati. Il beneficio può riguardare l’attività professionale individuale o d’impresa, non le dichiarazioni e i versamenti effettuati in nome dei singoli condomìni.
Le scadenze: attenzione al 2 novembre
La prima data da considerare è il 2 novembre 2026, termine per l’adesione al concordato preventivo biennale 2026-2027 per i contribuenti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare.
La scadenza ordinaria del 31 ottobre slitta infatti al lunedì successivo, poiché cade di sabato.
Per i contribuenti che possiedono i requisiti, il rinnovo rappresenta una condizione necessaria per accedere successivamente al ravvedimento speciale.
Il calendario prevede poi una seconda fase, dedicata alla regolarizzazione delle annualità pregresse.
| Scadenza | Adempimento |
|---|---|
| 2 novembre 2026 | Termine di adesione o rinnovo del CPB 2026-2027 per i contribuenti con esercizio coincidente con l’anno solare |
| 1° gennaio 2027 | Apertura del periodo per esercitare l’opzione di ravvedimento speciale |
| 15 marzo 2027 | Termine per versare l’imposta sostitutiva in un’unica soluzione o la prima rata |
| Fino a 10 rate mensili | Possibilità di dilazionare il pagamento con gli interessi previsti |
Le modalità operative sono disciplinate dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 23 ottobre 2026.
Come si calcola l’imposta sostitutiva
Il ravvedimento speciale non prevede un importo uguale per tutti i contribuenti.
La base imponibile viene determinata applicando una maggiorazione al reddito d’impresa o di lavoro autonomo già dichiarato, con percentuali differenziate in funzione del punteggio ISA conseguito nell’annualità interessata.
Su questa base si calcola l’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e delle relative addizionali. Per i contribuenti soggetti a IRAP si applicano anche le disposizioni previste per tale imposta.
In linea generale, maggiore è il livello di affidabilità fiscale riconosciuto al contribuente, più favorevoli possono risultare le condizioni economiche del ravvedimento.
Per gli anni 2020 e 2021 la normativa contempla inoltre una riduzione delle imposte sostitutive, in considerazione delle conseguenze economiche dell’emergenza pandemica.
La convenienza effettiva richiede comunque una valutazione individuale, basata sulle dichiarazioni presentate, sui punteggi ISA e sull’eventuale presenza di precedenti regolarizzazioni.
Che cosa devono verificare gli amministratori condominiali
Per i professionisti che gestiscono studi di amministrazione, la decisione di rinnovare il concordato non dovrebbe essere considerata un semplice adempimento formale.
Occorre analizzare la situazione fiscale dello studio, verificare l’eventuale adesione al precedente biennio e valutare gli effetti economici del rinnovo.
Un amministratore condominiale che ha aderito al CPB 2024-2025, ad esempio, dovrebbe esaminare con il proprio commercialista le dichiarazioni relative al periodo 2020-2023 per capire se esistano annualità per le quali il ravvedimento speciale risulti concretamente vantaggioso.
La valutazione deve considerare anche le condizioni di accesso, le possibili cause di decadenza e gli effetti sui termini di accertamento.
È importante ricordare che il regime non è obbligatorio: rappresenta una facoltà, da esercitare soltanto dopo aver verificato costi e benefici.
Il ravvedimento speciale non riguarda le ritenute del condominio
Un chiarimento è particolarmente importante per evitare interpretazioni errate.
Il ravvedimento speciale collegato al concordato preventivo biennale è diverso dal ravvedimento operoso ordinario disciplinato dall’articolo 13 del decreto legislativo n. 472/1997.
Quest’ultimo continua a essere lo strumento utilizzabile, quando ne ricorrono i presupposti, anche per regolarizzare determinati errori commessi dal condominio nei propri adempimenti fiscali.
Le ritenute sui compensi professionali, i versamenti relativi alle prestazioni delle imprese e gli altri obblighi del condominio come sostituto d’imposta restano soggetti alla rispettiva disciplina.
Il nuovo ravvedimento 2020-2023 riguarda quindi la posizione fiscale del professionista che rinnova il concordato, non quella dei condomìni che amministra.
Una decisione da valutare prima del 2 novembre
La prossimità della scadenza rende opportuno un confronto tempestivo con il consulente fiscale.
Il rinnovo del concordato può offrire vantaggi, ma comporta anche impegni ed effetti che devono essere valutati sulla base dei redditi attesi, della situazione tributaria e delle condizioni stabilite dalla normativa.
Per gli amministratori condominiali interessati, il passaggio più importante è verificare subito la propria posizione rispetto al biennio 2024-2025. Solo dopo sarà possibile valutare l’opportunità di utilizzare il ravvedimento speciale per una o più annualità precedenti.
L’intervento dell’Agenzia delle Entrate chiarisce le modalità operative del nuovo regime, offrendo ai professionisti un quadro di riferimento per programmare le proprie scelte fiscali.
Fonti istituzionali




