La Cassazione torna sul tema della videosorveglianza privata nei condomìni: il singolo proprietario può installare una telecamera per proteggere la propria abitazione, ma deve rispettare precisi limiti a tutela della privacy.
MILANO – Sicurezza e privacy continuano a confrontarsi nei condomìni italiani. Con la sentenza n. 9570 del 14 aprile 2026, la Corte di Cassazione ha affrontato nuovamente il delicato tema delle telecamere installate dai singoli condòmini, chiarendo quando sia possibile procedere senza autorizzazione assembleare e quando, invece, l’impianto rischi di diventare illegittimo.
La decisione interessa migliaia di edifici nei quali proprietari e inquilini, per ragioni di sicurezza, installano videocamere in prossimità delle proprie abitazioni, dei box o degli ingressi privati.
Il principio della Cassazione
Secondo la Suprema Corte, il singolo condomino può installare un impianto di videosorveglianza destinato a proteggere la propria unità immobiliare senza dover ottenere una preventiva autorizzazione dell’assemblea condominiale.
Il diritto alla sicurezza personale e alla tutela della proprietà privata costituisce infatti un interesse meritevole di protezione. Tuttavia, la legittimità dell’impianto dipende dalle modalità concrete di utilizzo e soprattutto dall’angolo di ripresa delle telecamere.
Dove nasce il problema?
Molto spesso la telecamera collocata accanto alla porta d’ingresso dell’appartamento, del negozio o del box non si limita a riprendere la proprietà esclusiva del proprietario ma inquadra anche pianerottoli, corridoi, scale, cortili o altre parti comuni.
In questi casi entrano in gioco le norme sulla protezione dei dati personali e i principi del Regolamento europeo GDPR. La Cassazione ha ricordato che la raccolta e la registrazione delle immagini costituiscono un trattamento di dati personali e devono quindi rispettare i principi di:
- Liceità
- Necessità
- Proporzionalità
- Minimizzazione
Quando la telecamera è legittima
La videosorveglianza privata è generalmente consentita quando:
- È finalizzata alla protezione della propria abitazione;
- Riprende esclusivamente spazi di proprietà esclusiva;
- Non invade la sfera privata di altri condomini;
- Non realizza un controllo generalizzato delle aree comuni.
In queste situazioni non è necessario richiedere alcuna autorizzazione all’assemblea.
Quando rischia di essere illegittima
La situazione cambia quando l’impianto riprende stabilmente:
- Pianerottoli comuni e scale;
- Androni e cortili;
- Ingressi utilizzati da altri condomini;
- Aree di passaggio non strettamente necessarie alla tutela della proprietà privata.
In questi casi il sistema può essere considerato sproporzionato e lesivo della privacy degli altri residenti.
Le conseguenze per gli amministratori di condominio
La sentenza rappresenta un importante richiamo anche per gli amministratori di condominio. Sempre più spesso, infatti, le controversie sulla videosorveglianza finiscono all’ordine del giorno delle assemblee o generano contenziosi tra vicini.
L’amministratore non può autorizzare autonomamente l’installazione di telecamere private, ma deve verificare che eventuali segnalazioni vengano gestite correttamente e che le parti comuni non siano utilizzate in modo improprio.
⚠️ Attenzione a non confondere i due casi
Occorre distinguere la videosorveglianza privata dalla videosorveglianza condominiale.
- Videosorveglianza condominiale: l’impianto viene installato sulle parti comuni per la sicurezza dell’intero edificio. Trova applicazione l’articolo 1122-ter del Codice Civile e diventa necessaria una specifica deliberazione assembleare.
- Videosorveglianza privata: l’ipotesi affrontata dalla Cassazione, che riguarda la telecamera installata dal singolo condomino per esigenze esclusivamente personali.
La sicurezza non può diventare controllo
Il messaggio che emerge dalla giurisprudenza è chiaro: il diritto alla sicurezza deve convivere con il diritto alla riservatezza.
Proteggere la propria casa è legittimo. Controllare, anche involontariamente, i movimenti degli altri condomini non lo è. Per questo motivo, prima di installare una telecamera, è opportuno verificare attentamente il campo visivo dell’apparecchio e assicurarsi che le riprese siano limitate a quanto strettamente necessario.
Francesco Venunzio





