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Un manifesto per un’edilizia sostenibile

Da Green Building Council Italia arriva una road map verso l’edilizia sostenibile, a uso e consumo di politica e istituzioni.

Come dare vita a un’Italia più green se gli edifici che la popolano rappresentano la più grande fonte di emissioni di gas serra? Il new normal, la “nuova normalità” post Covid, è tempo di progettualità lungimirante. Di strategie volte a creare un mondo più resiliente rispetto alle emergenze che potrebbero interessarlo. In questo contesto si inserisce anche il manifesto con cui il Green Building Council vuole invitare le istituzioni italiane a impegnarsi più concretamente a favore di un’edilizia sostenibile, in accordo con l’Agenda 2030.

“Un ambiente costruito sostenibile per l’Italia del futuro: le proposte di GBC Italia” costituisce perciò un’esortazione e un piano d’azione destinati alla politica e alle istituzioni. Il settore delle costruzioni è infatti un macro-attore chiave per il raggiungimento degli obiettivi climatici al 2030 e al 2050. E ormai non resta più molto tempo per convertirlo a un approccio green. Green Building Council Italia ha raccolto in un manifesto temi chiave e azioni da intraprendere per abbattere le emissioni dell’edilizia (ad oggi il 36% del totale), i suoi consumi energetici (40%), il suo consumo di materie prime (50%) e quello di acqua (21%).

Le fondamenta dell’edilizia sostenibile

Lavorando in sinergia con tutti gli attori del settore, coordinando la Renovation Wave, settando standard e promuovendo certificazioni specifiche per l’edilizia green, le istituzioni sono ancora in tempo per raggiungere gli obiettivi fissati. Lo sostiene GBC Italia, associazione che raccoglie gli attori dell’edilizia sostenibile, a sua volta parte della rete internazionale World GBC. Per farlo, devono incardinare le loro azioni su 7 pilastri legati alla sostenibilità ambientale e sociale:

  • decarbonizzazione. La carbon neutrality è il grande obiettivo climatico del 2050, volto a limitare l’aumento delle temperature globali a +1,5°, come indica l’Accordo di Parigi. La decarbonizzazione è infatti il percorso di riduzione delle emissioni di anidride carbonica da parte di tutti i settori delle attività umane. Nell’edilizia sostenibile si concretizza nella promozione di nZEBs (nearly Zero Energy Buildings); nella riqualificazione annua del 3% degli edifici pubblici; nell’incentivazione di CER (Comunità Energetiche Rinnovabili); nello sviluppo di una mobilità sostenibile e di eco-quartieri frutto di una deep renovation.
  • Economia circolare. La circular economy è l’unico modello economico in grado di garantire un utilizzo responsabile delle risorse perché si basa sul riciclo e sul riutilizzo. Sarà perciò necessario favorire questi ultimi anche nell’edilizia, costruendo in modo da poter facilmente decostruire e attivando BAMB (Building as Material Bank), una piattaforma di scambio dei componenti che facilita la circolarità nell’edilizia. 
  • Efficienza idrica. Per diminuire gli sprechi d’acqua nel settore bisogna incentivare l’introduzione di tecnologie di limitazione dei flussi e di recupero delle acque di scarico, ma anche introdurre indicatori di efficienza idrica degli edifici al pari di quelli di efficienza energetica.
  • Biodiversità e uso del suolo. Proteggere il suolo e la biodiversità significa proteggere la salute del pianeta e dell’uomo. È perciò fondamentale azzerare il consumo di suolo, tutelare la biodiversità vegetale e animale, rinaturalizzare aree dismesse e vincolare il principio di invarianza idraulica e idrologica a seguito di interventi urbanistici.
  • Resilienza. Per rispondere al meglio alle emergenze, le città devono implementare strategie di adattamento che tengano conto di scenari climatici di medio e lungo periodo (dai 10 ai 30 anni).
  • Benessere e salubrità. Per dare vita a edifici salubri si auspica l’introduzione di indicatori di salubrità, la riqualificazione degli istituti scolastici e il focus sulla qualità ambientale interna nelle strategie di deep renovation e nuova costruzione.
  • Giustizia nella transizione. L’edilizia sostenibile non fa bene solo all’ambiente, ma anche direttamente agli esseri umani, soprattutto quelli più fragili. Ecco perché GBC invita ad avviare la riqualificazione delle residenze di social housing per contrastare la povertà energetica.

Il richiamo agli SDGs (Sustainable Development Goals) dell’Agenda 2030 nella formulazione delle tematiche cardine dell’edilizia green è evidente. E dà vita a un quadro di azioni le cui ricadute positive vanno oltre il confine degli edifici e impattano sulla qualità della vita umana.

Gli strumenti del mestiere

Per mettere in pratica le azioni appena elencate e dare vita a un’edilizia sostenibile, le istituzioni, le aziende e i cittadini necessitano di strumenti volti a indicare le linee guida e a fornire a tutti i mezzi per contribuire all’azzeramento delle emissioni di CO2 entro il 2050. Ecco quali:

  • normativi e legislativi, per indicare in modo preciso e semplificato la rotta e i confini dei progetti di riqualificazione e nuova costruzione
  • finanziari, per incentivare la deep renovation, la costruzione sostenibile e tutte le buone prassi
  • ricerca e sviluppo, per finanziare progetti di PPP che individuino nuovi metodi e materiali di costruzione sostenibile e per istituire un ufficio nazionale che monitori e condivida i progressi
  • digitali, che favoriscano un’Edilizia 4.0 più produttiva e innovativa. Ma anche più sostenibile, per esempio grazie a una piattaforma di condivisione del monitoraggio delle prestazioni degli edifici
  • educativi: imprese e cittadini devono venire a conoscenza degli strumenti a disposizione e delle informazioni necessarie a contribuire al rinnovamento del settore

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