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Elettrificazione: cos’è e a che punto è in Italia

Elettrificazione: cos’è e a che punto è in Italia

Il futuro del pianeta dipende anche dall’elettrificazione, che può rendere più smart e sostenibile il settore energetico.

È sempre più evidente come la neutralità climatica, obiettivo dell’Unione Europea per il 2050, non possa prescindere dall’elettrificazione dei sistemi energetici. Per il futuro si prevede infatti una rapida crescita della domanda di elettricità da parte dell’UE, che oggi costituisce il 23% del totale, entro il 2030 arriverà al 30% ed entro il 2050 a un valore tra il 47% e il 60% (dati dalle valutazioni d’impatto della Commissione europea). Al momento sono soprattutto l’industria e l’edilizia a farne uso, alimentate dall’elettricità per oltre il 30% a testa. I trasporti (via terra, via mare e via aria) invece si fermano al 2%.

L’Italia potrebbe affrontare questo processo di transizione da leader del settore, grazie a fattori naturali e non che la pongono in una posizione privilegiata, di cui non è ancora pienamente consapevole. Ma in cosa consiste di preciso l’elettrificazione e quali passi restano da compiere per realizzarla?

Cos’è l’elettrificazione

La transizione energetica passa dall’elettricità, che è destinata a diventare la fonte energetica primaria per tutti i settori dell’economia e della società. È questo il significato di “elettrificazione”, un passaggio da affrontare in modo strategico e graduale a partire da fonti rinnovabili e con l’aiuto di soluzioni smart. Ma anche con la collaborazione di tutti, aziende, amministrazioni e utenti.

Nel settore dei trasporti la domanda di energia elettrica potrebbe crescere dal 2% odierno all’8% del 2030 al 63% del 2050. Ma si tratta di numeri fortemente condizionati dalla capacità di rinnovo della flotta dei veicoli, che dovrebbero raggiungere il 67% del totale nel 2030 e l’80% nel 2050. Il discorso è più complesso per l’elettrificazione del trasporto aereo e di quello marittimo, che avranno bisogno di tecnologie avanzate e accessibili.

L’edilizia dovrà puntare sulle tecnologie smart per aumentare la domanda di elettricità al 42% del 2030 e al 72% del 2050, dimenticando i combustibili fossili. Sarà perciò necessario non solo costruire edifici efficienti, ma anche riqualificare quelli esistenti con un tasso annuo del 3,5% da raggiungere entro il 2030 e da mantenere negli anni seguenti, in linea con i valori previsti dalla Commissione Europea.

L’elettrificazione dell’industria dovrà raggiungere il 37% nel 2030 e il 46% nel 2050, andando a sostituire anche in questo caso l’alimentazione a combustibili fossili. Giocherà però un ruolo significativo anche l’elettrificazione indiretta, tramite idrogeno (16%) ed e-fuel (13%).

I vantaggi

Il vantaggio immediato che si otterrebbe da un’elettrificazione diffusa è naturalmente la decarbonizzazione, l’eliminazione del carbone dall’economia in favore delle fonti rinnovabili. La transizione energetica è una priorità assoluta per l’Agenda europea, che mira alla carbon neutrality entro il 2050. Ecco i benefici che ne conseguono:

  • aumento dell’efficienza energetica in tutti settori
  • migliore qualità dell’aria in città, grazie alla diminuzione dell’inquinamento derivante dall’utilizzo dei combustibili fossili
  • possibilità di digitalizzare il settore dell’energia, grazie all’introduzione di tecnologie smart basate sull’IoT (Internet of Things), incentivando servizi, prodotti e modelli di business innovativi
  • più sicurezza grazie all’utilizzo di smart grid, reti intelligenti e resilienti che riducono gli sprechi ottimizzando i consumi
  • supporto all’economia circolare, permettendo e incoraggiando, grazie a servizi smart, pratiche sostenibili come lo stoccaggio energetico, il recupero delle batterie, il monitoraggio tramite contatori intelligenti, upcycling dei siti RES, rigenerazione dei pannelli fotovoltaici e dei componenti dei parchi eolici…

Lo stato dell’arte in Italia

Un’elettrificazione efficiente e sostenibile non può prescindere dall’utilizzo di fonti rinnovabili. Acqua, vento e sole saranno perciò gli ingredienti indispensabili della transizione energetica e l’Italia si trova a poterne usufruire a piacimento. Il primo motivo per cui il nostro paese può proporsi come leader del cambiamento dipende perciò essenzialmente dalla sua posizione e dalla varietà paesaggistica e climatica di cui dispone. Una condizione fortunata, ma naturalmente non sufficiente senza strategie, investimenti e sviluppo di tecnologie e ad hoc.

Anche dal punto di vista tecnologico, però, l’Italia può essere definita un’eccellenza. Dispone, infatti, di una sempre più ricca rete di infrastrutture di ricarica veloce. Ma anche di droni che in molti casi possono sostituire gli elicotteri, tra ricognizioni, riprese e interventi di sicurezza, con un notevole risparmio economico e di carburante. Infine, l’elettrificazione in acqua con infrastrutture di ricarica marina, un settore ancora da sviluppare e da regolamentare ma in Italia potrebbe presto prosperare.

Ma nell’era dei media digitali sarà altrettanto importante un’adeguata comunicazione scientifica e divulgativa, che sappia raccontare ai più i progressi fatti, gli obiettivi per il futuro e le modalità con cui chiunque può collaborare al loro raggiungimento. Inoltre, a fronte di tecnologie ormai in gran parte mature e di un mercato pronto, sarà necessario un impegno da parte del governo, che dovrà come minimo:

  • diminuire il carico fiscale sull’energia elettrica, eliminando inoltre le sovvenzioni per i combustibili fossili
  • informare e formare consumatori, decision maker e installatori
  • programmare un quadro di investimento adeguato
  • digitalizzare e regolamentare le infrastrutture, a partire dalle reti per l’energia elettrica
  • definire standard ambiziosi per la riduzione di emissioni
  • rivedere le politiche UE per spianare la strada a quelle climatiche, energetiche e ambientali e tracciare una roadmap precisa

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