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Il fotovoltaico galleggiante arriva in Piemonte

Il fotovoltaico galleggiante arriva in Piemonte

I pannelli solari non sorgono solo sui tetti e sul suolo: il futuro del fotovoltaico è galleggiante sull’acqua.

Vi siete mai imbattuti in un impianto fotovoltaico che galleggia sull’acqua di un lago o di un fiume? A oggi il fotovoltaico galleggiante rappresenta solo il 2% della potenza fotovoltaica globale, ma ha buone potenzialità di crescita. In Italia è ancora poco diffuso ma è appena partita una sperimentazione nel Torinese. Come funziona questo genere di fotovoltaico e quali sono i suoi vantaggi?

Il fotovoltaico galleggiante

Quando pensiamo ai pannelli fotovoltaici li immaginiamo automaticamente installati sui tetti degli edifici o sul suolo. Ma è in crescita negli ultimi tempi il fotovoltaico galleggiante, ovvero un sistema di pannelli installato sull’acqua, proprio come accade con l’eolico off-shore. Al contrario di quest’ultimo, però, il fotovoltaico non può essere posizionato in mezzo al mare, almeno a oggi, a causa dei venti e delle onde. Viene invece collocato, con un supporto galleggiante in plastica, su corsi e specchi d’acqua interni, per lo più artificiali, per evitare di intaccare aree naturali.

Ecco i vantaggi che derivano dal collocamento dei pannelli sull’acqua:

  • l’acqua raffresca i pannelli evitandone il surriscaldamento, che diminuisce la loro capacità di produrre energia. A parità di ore di sole, infatti, il fotovoltaico produce più energia con temperature leggermente più basse. La collocazione sull’acqua contribuisce a contenere l’innalzamento della temperatura e permette ai pannelli di produrre il 15% di energia in più.
  • possono sfruttare anche la rifrazione della luce del sole sull’acqua
  • limitano l’evaporazione dell’acqua e non consumano suolo

Tra gli svantaggi da considerare ci sono le implicazioni estetico-visive della scelta di posizionare dei pannelli su uno specchio d’acqua, il rischio che rilascino microplastiche e il fatto che potrebbero impedire o scoraggiare i volatili e altre specie animali nell’accesso all’acqua.

Esempi di fotovoltaico galleggiante

Un esempio di fotovoltaico galleggiante si trova in California, dove una floating farm da 5 megawatt di potenza è stata collocata in un bacino per le acque reflue. In Corea del Sud c’è invece un impianto da 41 megawatt nel bacino creato da una diga per lo sfruttamento dell’energia idroelettrica e a Singapore è in atto la sperimentazione di una floating farm marittima in una baia.

Anche tra Carignano e Carmagnola, in provincia di Torino, sta per prendere vita un impianto fotovoltaico galleggiante. Il luogo deputato è la Cava Germaire, in regione Germaire, fuori dal centro abitato. L’impianto, affidato alla progettualità di Coesa srl, sarà costituito da 9.720 moduli fotovoltaici e 45 inverter multi-inseguitori con inclinazione a 30° per un totale di 10 ettari (sui 25 del bacino) e 4.374 kWp di potenza nominale. I 6 MW prodotti ogni anno alimenteranno l’azienda estrattiva, mentre l’eccedenza verrà immessa in rete.

Una volta autorizzato dalla Regione, da Arpa ed Ente Parco, il progetto partirà, per essere ultimato entro la fine del 2023. E permetterà di risparmiare fino a 3.500 tonnellate di anidride carbonica all’anno altrimenti immesse nell’atmosfera. I pannelli sono collocati in modo discontinuo sul bacino artificiale, dove l’acqua è più profonda e ad almeno 50 metri da riva.

<Stiamo studiando anche la fauna per fare in modo che l’impianto non interferisca con l’ambiente – ha dichiarato Federico Sandrone, presidente del Consiglio di Amministrazione di Coesa – I pannelli saranno tenuti a oltre 50 metri dalle rive, dove nidificano gli uccelli, e le loro file saranno distanziate di cinque metri, in modo da non creare ombre dannose per l’ecosistema del lago>.

A che punto è il fotovoltaico in Italia?

Al di là del fotovoltaico galleggiante, i pannelli fotovoltaici sono la fonte rinnovabile di energia in crescita più rapida. Secondo BloombergNEF nel 2022 la nuova potenza installata nel mondo ammonterà a 228 GW, portando il totale a oltre 1 Terawatt. La crisi energetica prolungata e lo scoppio della guerra in Ucraina – con le implicazioni energetiche che ben conosciamo – hanno aumentato la fretta di trovare fonti alternative, possibilmente rinnovabili, e accelereranno dunque sicuramente l’installazione di nuova potenza.

Oggi in Italia sono quasi 22 i GW totali di potenza, il secondo risultato in Europa dopo la Germania. Entro il 2025, secondo le stime di Solar Power Europe, se ne aggiungeranno altri 7. A dare una spinta alle installazioni negli ultimi due anni è stato il Superbonus 110%, tanto che nel primo quadrimestre del 2022 sono stati già 377,31 i MW installati, più del doppio rispetto allo stesso periodo del 2021.

Il 2022 potrebbe perciò essere un anno record per il fotovoltaico in Italia, anche grazie alle semplificazioni in programma per l’installazione di impianti. Gli impianti con una potenza inferiore a 20 MW collocati in area industriale e quelli con potenza inferiore a 10 MW in altre aree idonee potranno usufruire della PAS (procedura autorizzativa semplificata). Per quanto riguarda l’installazione su edifici che non siano di notevole interesse pubblico, le norme di semplificazione prevedono anche che non sia legata all’ottenimento di permessi o autorizzazioni.

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