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Mobilità verde e Smart City: un binomio imprescindibile

Mobilità verde e Smart City: un binomio imprescindibile

L’Europa guarda con decisione alla mobilità sostenibile e, nell’ottica degli obiettivi recentemente fissati dalla Commissione Europea per i prossimi anni, il ruolo delle Smart City appare ancora più centrale

L’Europa appare decisa a proseguire il suo non semplice percorso verso la sostenibilità, la mobilità verde e lo sviluppo di progetti di Smart City.

É quanto si evince dal piano recentemente presentato dalla Commissione Europea, Strategia per una mobilità intelligente e sostenibile, nel quale sono delineate le “linee guida” da adottare nei prossimi anni per raggiungere l’ambizioso obiettivo della mobilità smart.

Nel piano, infatti, che prevede ben 82 iniziative da mettere in atto nell’arco di quattro anni, la Commissione Europea definisce il futuro del comparto dei trasporti, sempre più verde, intelligente e resiliente, con lo scopo di riuscire entro il 2050 a ridurre del 90% le emissioni inquinanti, in accordo con quanto già stabilito nel Green Deal Europeo.

Nel piano, presentato lo scorso 9 dicembre, Bruxelles fissa una serie di tappe e indica dieci settori chiave (iniziative faro), all’interno dei quali attuare delle misure concrete che portino, da qui a trent’anni, alla nascita di un sistema di trasporto europeo non solo sostenibile e sicuro ma anche intelligente, competitivo e accessibile.

Quali sono, quindi, le misure fissate dalla Commissione? Quale il ruolo che giocheranno le Smart City? A che punto è l’Italia?

Il piano UE per la mobilità sostenibile

Considerato tra i principali responsabili delle emissioni di gas a effetto serra, il settore dei trasporti, specialmente nelle aree urbane, è già da tempo al centro di accese discussioni.

Con la strategia presentata l’Europa intende quindi ridisegnare l’intero comparto grazie all’adozione di misure “multicanale” che interesseranno tanto il trasporto di merci quanto quello delle persone.

Gli obiettivi fissati sono importanti e puntano, ad esempio, ad avere 30 milioni di auto a emissione zero e 100 città europee a impatto climatico zero entro il 2030 o il doppio del trasporto merci su rotaia e una rete transeuropea di trasporto multimodale (TEN-T) entro il 2050.

Per conseguire questi traguardi Bruxelles ha individuato, come detto, una serie di azioni concrete che da un lato puntano allo sviluppo e alla promozione di un sistema di trasporti più sostenibile, dove per sostenibile si intende non solo veicoli, navi, aerei, porti e aeroporti a emissioni zero ma anche un potenziamento del traffico ferroviario sia per le merci che per la mobilità urbana e interurbana, e, dall’altro, mirano a renderlo “intelligente” attribuendo alle nuove tecnologie un ruolo di primo piano per la mobilità verde sia dei passeggeri che delle merci.

Sostenibile e intelligente, dunque, ma anche resiliente; non a caso la Commissione insiste sul completamento della rete transeuropea di trasporto, sul sostegno finanziario, sia pubblico che privato, per la modernizzazione delle flotte, sulla promozione di una mobilità equa ed accessibile a tutti e sul miglioramento dei livelli di sicurezza, con lo scopo di avvicinare il numero delle vittime a zero entro il 2050.

Le Smart City e la mobilità sostenibile

Nell’ambito del piano stillato dalla Commissione per una mobilità verde e sostenibile, l’innovazione e la digitalizzazione sono considerate prioritarie tanto per la circolazione delle persone quanto per quella delle merci.

Proprio grazie alle nuove tecnologie si potranno costruire e promuovere nuove forme di mobilità che, in particolare nelle aree urbane, consentiranno di risolvere problemi non più rimandabili come l’inquinamento, non solo atmosferico ma anche acustico, il congestionamento del traffico e l’accessibilità ai trasporti da parte di tutti i cittadini e in tutte le regioni.

In quest’ottica, viene considerato prioritario lo sviluppo di sistemi che rendano la mobilità multimodale, connessa e automatizzata così da permettere alle persone e alla merci di spostarsi più facilmente e senza soluzione di continuità da un modo di trasporto all’altro.

Non solo, anche le nuove tecnologie, come l’Intelligenza Artificiale (AI), si riveleranno sempre più centrali non soltanto per una gestione ottimizzata del traffico cittadino e della logistica ma anche per favorire la creazione di infrastrutture sicure ed efficienti, contribuendo al contempo al miglioramento della qualità della vita e alla coesione sociale.

Una mobilità verde e sempre più smart, quindi, che, non a caso, è una delle sei dimensioni fondamentali delle Smart City nelle quali, appunto, per mobilità si intende proprio la promozione di mobility management (che spaziano dall’e-mobility alla sharing mobility) capaci di ridurre l’impatto ambientale, di ottimizzare costi e tempi e di favorire il risparmio energetico.

É quindi evidente come, nell’ambito della più ampia strategia europea per il sistema dei trasporti, l’accelerazione sui progetti di Smart City si dimostri sempre più centrale.

Le “città intelligenti”, infatti, mirano a essere sostenibili, resilienti, accessibili ed inclusive, ovvero in grado di gestire in maniera “smart” le proprie risorse, capaci di rispondere agli stress interni ed esterni, caratterizzate da una mobilità facilitata e strutturate intorno ai propri cittadini, ritenuti soggetti da coinvolgere attivamente nelle scelte urbanistiche e amministrative della città stessa.

Sotto il profilo della mobilità sostenibile, in particolare, le Smart City delineano un scenario innovativo nel quale le nuove tecnologie consentono lo sviluppo di nuove forme di mobilità sia individuali (elettriche, ciclabili e pedonali) che condivise (bike sharing, car sharing) oltre a sistemi di trasporto pubblico più efficienti e funzionali e a una migliore gestione e regolamentazione sia del traffico urbano che degli spazi verdi.

Smart City: gli esempi di successo in Italia

Anche i Italia i progetti-pilota delle Smart City si stanno moltiplicando a una velocità più sostenuta rispetto al passato, sebbene sia ancora troppo marcato il divario tra il Nord e il Sud del paese.

Secondo l’Osservatorio Internet of Things, ben il 42% dei comuni con una popolazione superiore ai 15mila abitanti ha avviato almeno un progetto di Smart City nel corso degli ultimi tre anni.

E non è solo il numero delle iniziative a crescere ma anche la loro “qualità”, visto che sia la maturità che l’innovatività dei progetti sembra essere migliorata, soprattutto grazie a un più marcato ricorso alle nuove tecnologie e all’intelligenza artificiale.

Per capire che anche l’Italia si sta muovendo con maggior decisione verso le città intelligenti basta dare uno sguardo ad alcune iniziative già realizzate o in fase di implementazione.

A Verona, per esempio, sono stati installati 160 impianti semaforici che fanno scattare il verde quando le ambulanze si trovano a 100 metri di distanza, a Firenze è stato creato un sistema di irrigazione dei parchi e degli spazi verdi cittadini intelligente, ovvero capace di regolare la quantità di acqua necessaria in base a determinati parametri, a Savona il campus universitario cittadino è stato reso completamente autosufficiente dal punto di vista energetico mentre a Bologna è stato implementato un modello di governance partecipativa, attraverso il quale si punta non solo a un maggior coinvolgimento della cittadinanza nella gestione amministrativa della città ma anche a un accesso libero ai dati della Pubblica Amministrazione (Open Data) e alla promozione dell’innovazione tecnologica al servizio di imprese private e start-up.

Interessante è anche quanto si sta facendo a Genova con i progetti TRANSForm, Celsius e R2CITIES o quello che si sta tentando di creare nel capoluogo lombardo con Milano4You, un progetto che mira a creare un vero e proprio smart district nell’area di Cascina Merlata (Rho-Pero), dove gli edifici sono efficienti e a basso impatto ambientale, la tecnologia è al servizio delle persone e gli sprechi sono ridotti al minimo.

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